Pubblicato in: Recensioni di libri, Senza categoria

Medicina e filosofia: quale rapporto?

La filosofia è la madre di tutte le scienze, si sente spesso dire.

La medicina è una scienza e si occupa in particolare di studiare il corpo umano per garantirne la salute (o quantomeno fare il possibile).

Allora perché così raramente queste due branche del sapere vengono considerate indispensabili l’una per l’altra?

Per rispondere a questa domanda, un testo interessante da cui partire può essere “L’ottimo medico è anche filosofo?” di Sonia Cosio scritto con i contributi di Carmela Baffioni, Gaia Barazzetti, Chiara Cozzi, Federico Pennestri e Maria Teresa Russo.

Il volume fa parte della collana Scuola Filosofica della casa editrice Le Due Torri, che ha sede in Bologna e che è nata negli anni ’90 specializzandosi nell’editoria nell’ambito dei giochi e poi ha proseguito il suo cammino pubblicando anche altri generi di libri, come quelli legati alla spiritualità e alla filosofia.

Personalmente sono una lettrice accanita e mi interessano varie tematiche, ma non leggo tutto. Sono ben consapevole che ci sono libri di qualità e libri che non raggiungono determinati standard. Alcuni argomenti, invece, li evito accuratamente perché ritengo che serva una formazione specifica per affrontarli.

Nel caso di “L’ottimo medico è anche filosofo?” di Sonia Cosio sono stata ben felice che la casa editrice mi omaggiasse di questo volume perché sto studiando per diventare psicologa e l’ambito della psicologia e quello della medicina hanno molte cose in comune e ritengo che la riflessione filosofica sia fondamentale per qualcuno che voglia essere un buono psicologo.

Già nel sottotitolo di questo saggio troviamo qualche informazione in più sull’argomento trattato, o meglio, su cosa si concentreranno gli autori.

“Il proficuo scambio tra medicina e filosofia attraverso i secoli e le culture”, infatti, ci rende noto già dalla copertina che non si parlerà solo della medicina occidentale, ma anche dei contributi orientali e islamici.

Sostanzialmente il libro si divide in 6 capitoli che trattano diversi argomenti: il ruolo della filosofia nella pratica medica, la questione embriologica nel mondo antico tra medicina, filosofia, religione e diritto, le questioni etiche e sociali riguardanti il nuovo paradigma della medicina personalizzata, la medicina tradizionale cinese e la filosofia orientale, il contributo degli Ikhwān al-Ṣafāʾe un capitolo conclusivo sul diritto alle cure.

Ho trovato il libro scritto con un linguaggio curato ma non troppo tecnico e comprensibile a chiunque abbia una minima dimestichezza con i saggi e abbia interesse ad approfondire i temi della bioetica. Approfondire questi temi non è un qualcosa che possono o devono fare solo gli addetti ai lavori ma qualcosa di importanza fondamentale per la nostra società che ci pone dubbi da sviscerare ogni giorno su queste tematiche. Questa lettura si presta anche a suggerire come in ogni cultura ci possano essere diversi modi di pensare in merito a un tema, ma anche curiose similitudini.

Uno dei paragrafi più interessanti per me, dati i miei studi, è stato quello sul contributo degli Ikhwān al-Ṣafā sul tema delle malattie psicologiche. Davvero interessante scoprire come in una cultura diversa da quella occidentale si riconoscesse già l’importanza dell’equilibrio nell’esercizio delle passioni per ottenere l’equilibrio della psiche.

Cliccando QUI potrete acquistare il libro.

Cliccando QUI potrete trovare le penne, i segnalibri e i centrotavola personalizzati.

dav
dav
dav
Annunci
Pubblicato in: About me, Recensioni di libri, Senza categoria

“Contromano – il viaggio” e altre piccole storie

Carissimi lettori,

innanzitutto mi scuso per la lunga assenza, ma questo periodo è stato occupato dalla ridefinizione dei miei programmi per i prossimi mesi, in cui ricominceranno tutte le attività che sono solita fare, oltre al consueto studio matto e disperatissimo.

Come ho scritto nella presentazione del blog, vivo in un piccolo paese del Sud Italia, e tra le tante attività che svolgo durante l’anno c’è proprio quella di promuovere la cultura. In particolare ultimamente la Pro Loco (in collaborazione con la casa editrice Lilit Books) ha promosso un evento molto bello che si propone di portare a tutti il piacere della lettura: lo abbiamo chiamato Il Paese dei Libri e in questa occasione ho avuto l’onore di presentare un libro, un romanzo che avevo letto e mi era piaciuto davvero moltissimo. Si tratta di “Contromano – il viaggio” di Gianpaolo Colucci, un autore esordiente, che ha saputo dimostrare di avere una bella penna già dal suo primo lavoro.

18839150_10211475908847723_7056775469410401104_n

Lo scopo di questo post è recensire il libro ma da un punto di vista diverso sia da quello solito, che da quello che abbiamo tenuto nella presentazione, per offrirne un’ interpretazione del tutto mia e personale, un approfondimento di ciò che abbiamo detto io, Gianpaolo e il libro quando lo abbiamo presentato.

Innanzitutto di questo libro bisogna narrare il protagonista, Michele, un ragazzo che vive in una sorta di apatia, di paura della vita, delle situazioni, in tre parole: di essere sé stesso, che si ritrova a dover gestire un lutto doloroso, quello del padre, che da evento drammatico si trasformerà in leva propulsiva per il suo cambiamento. Se ci fermassimo alla situazione iniziale in cui versa Michele, noteremmo che è una comune a molti e che non solo spesso non si sa come uscirne, ma a volte non si sa nemmeno che si può/deve uscirne. Spesso chi si ritrova a farsi trasportare dagli eventi pensa che la vita sia essenzialmente questa e che non ci sia maggior felicità che quella portata dall’indifferenza. Gianpaolo non ha portato il suo personaggio alle estreme conseguenze, anzi, ha fatto intervenire prima la leva del cambiamento, ma a mio avviso se avesse voluto esplorare ed espandere di più questo aspetto di Michele, la situazione sarebbe mutata in modo tale che il suo personaggio avrebbe iniziato ad assomigliare a uno dei pazienti descritti in questo video:

in quanto ho notato spesso che le persone che hanno troppa paura di vivere, del mondo e del futuro costruiscono delle gabbie mentali da cui poi la mente, che anela alla libertà, vuole disperatamente uscire, il che può sfociare proprio in questo genere di disturbi.

C’è però un altro collegamento nel romanzo che riporta a questo video: quando un vecchio amico di famiglia, e in particolare di Mimmo, il padre di Michele, parla delle battute iniziali della relazione tra Mimmo e Rosaria (la madre del protagonista), sostiene di essersi arrabbiato con il suo amico sostanzialmente perché aveva investito troppo in quella relazione e perché non poteva “lasciarsi trascinare” dall’amore, doveva invece rincorrere i propri sogni. Gli altri sogni.

Come avete potuto intuire guardando il video, invece, Valeria Ugazio parlando proprio delle relazioni instaurate dalle persone fobiche sostiene che esse non riescono ad averne di durature e che non investono affatto in questo genere di relazioni perché ne hanno paura. Ecco, allora, che il discorso di questa grandissima professionista si intreccia con una delle note che avevo preso sul fianco della pagina: “La vera libertà non è avere infiniti spazi, ma armonizzare i propri spazi con quelli degli altri”.

Capiamo, quindi, che le relazioni (anch’esse grandi protagoniste di questo romanzo) sono fondamentali nella vita delle persone e ci aiutano a comprendere molto anche di chi le vive (e di chi le giudica).

Cos’altro dire su questo romanzo? Ciò che ho provato leggendolo mi sembra la cosa più indicata: è stato anche per me un viaggio verso la libertà, attraverso il suo Brasile io ho rivissuto i momenti salienti della mia vita e li ho colorati con tinte nuove. Ho riflettuto molto, ho riso e sì, ho anche pianto. I personaggi mi hanno messa in discussione, ho cercato di vivere nei loro panni, di comprendere le loro sensazioni, i loro vissuti.

Ecco, per me questo è il modo di leggere più bello, più “psicologico”, più funzionale e soprattutto più utile non solo per chi affronta (o affronterà) la professione di psicologo ma per chiunque, perché aiuta a sviluppare l’empatia e ci rende persone migliori, più capaci di entrare nella vita degli altri e di renderla migliore, che forse è un po’ anche il senso della nostra di vita.

Stelle: 4/5 perché la tematica bellissima è accompagnata da una scrittura scorrevole, si legge benissimo, va bene anche per chi in genere non ama leggere e può quindi anche essere l’esordio per un lettore. E poi la copertina da sola meriterebbe la standing ovation!

21753385_10212448607484581_7247606467219594513_o

Pubblicato in: Recensioni di libri, Senza categoria

Come capire le donne con un libro (o quasi…)

Prima di iniziare questo post, faccio una premessa.

Io le donne non le capisco.

Non capisco perché facciano così tanta fatica ad amarsi, ma non facciano nessuna fatica a innamorarsi di uomini che (ammettiamolo) a volte sono dei perfetti imbecilli.

Non capisco perché spesso facciano la guerra tra di loro e non capisco perché a volte ingaggino guerre anche contro gli uomini, di quelle guerre che non servono a niente, se non a fare polemica (non parlo delle battaglie giuste, ovviamente, la parità è sacrosanta).

Allora, visto che pur essendo donna le donne non le capisco, ultimamente ho comprato un libro che mi ha fatto l’occhiolino dallo scaffale della Feltrinelli e che ha l’ambizione di far comprendere ai suoi lettori qualcosa in più su di esse, con un approccio piuttosto curioso, che possiamo scoprire partendo dal titolo e dalla biografia della sua autrice (una donna, sì!).

“Il cervello delle donne: capire la mente femminile attraverso la scienza” di Louann Brizendine è un saggio che inizia nel migliore dei modi: le prime tre pagine sono occupate da una descrizione (con immagine) delle parti del cervello che saranno nominate nel libro, degli ormoni coinvolti e delle fasi che il cervello femminile attraversa durante tutta la vita e questo ci fa già comprendere, se il titolo non fosse bastato, che l’approccio utilizzato sarà DAVVERO scientifico, considerata anche la mole di note e la corposa bibliografia che accompagnano lo scritto. D’altronde non potrebbe essere diversamente, dato che la Dr.ssa. Brizendine è una neuropsichiatra americana dell’Università della California, fondatrice della Women’s Mood and Hormone Clinic e specializzata nell’influenza degli ormoni sul cervello femminile. Gli argomenti trattati fanno parte di un verso e proprio percorso, dalla nascita alla vecchiaia, passando per l’adolescenza, il rapporto con l’amore e l’instaurarsi della fiducia, il sesso, la maternità e le emozioni.

mestrual-tv
Una delle divertentissime vignette di Sketch and Breakfast

E così scopriamo che la differenza tra uomini e donne è rappresentata da un piccolissimo 1% a livello genetico ma che quell’1% è determinante per comprendere i modi diversi in cui uomini e donne affrontano la vita: le donne, in generale, tendono a usare più parole, a sentire le emozioni in modo diverso e a comprenderle prima anche quando le provano gli altri, il che consente loro di “leggere” nella mente altrui, specialmente degli uomini, anche cose che loro vorrebbero nascondere (come un tradimento) con maggior facilità, a chiacchierare, raccontarsi segreti e spettegolare per alleviare i momenti dolorosi della vita, ecc… gli uomini sono, invece, più razionali, tendono a pensare di più al sesso e ad avere una maggiore “intelligenza spaziale”… ma questo è l’argomento dell’altro libro della Brizendine: “Il cervello degli uomini” (che spero di comprare presto!).

Per non parlare di come le donne possano ricordare ogni minimo particolare di un appuntamento, persino come erano vestite, e persino se questo appuntamento si è tenuto 25 ANNI PRIMA. Insomma la Dr.ssa. Brizendine ci spiega, con un linguaggio scorrevole ma mai scientificamente scorretto, i perché ormonali dei nostri comportamenti e ci strappa, oltre a molti “sì, io sono proprio così!” anche qualche benefica risata!

Condito con molti aneddoti ispirati alla vita professionale dell’autrice, intrisi di racconti estrapolati da colloqui con amici e pazienti, questo è un saggio godibilissimo e di cui, personalmente, consiglio la lettura. Senza contare che ha una bellissima copertina. ROSA!

Il cervello delle donne
La copertina del libro

Mi piacerebbe sapere da voi, cari lettori, se questo libro vi incuriosisce, se fate anche voi fatica (specie gli uomini) a comprendere le donne, se pensate che un libro del genere possa essere utile o meno, se vi ispira, insomma… tutto quel che vi passa per la testa!

Voto in stelline: 3,5/5

La Dr.ssa Brizendine ha anche una pagina Facebook: puoi raggiungerla da qui.

Se volete acquistare il libro, vi lascio il link di Amazon qui.

Vi ricordo che potete iscrivervi al blog, in modo che i miei aggiornamenti siano per voi sempre disponibili e seguirmi sui social per avere ulteriori contenuti (i pulsanti cliccabili sono in basso) e anche commentare gli articoli per discuterne insieme e, se vi sono piaciuti, condividerli per farli conoscere anche ai vostri amici!

A presto!

Laura.